ahah.

Dicembre 4, 2007

mamma mia che vita intensa in questi giorni: manco il tempo di riprendermi da una settimana di totale delirio, che subito vengo nominato content manager dell’elettrowave 2008.

credevo fosse una nomina-fuffa, giusto per farmi dare un tono: invece esiste sul serio.
ohpoffarbacco: ma come mai tutte queste belle cose stanno arrivando tutte assieme? gesù, dio, contenetevi.

cribbio.


resoconto di una gita a pescara stile aziendal-fantozziano.

Dicembre 2, 2007

la mia vita ultimamente va come lastfm su mac, se avete appena installato leopard: si avvia per bene, ti fa credere di poter effettuare lo scrobbling giornaliero ed invece ti si blocca, chiedendoti disperatamente l’uscita forzata e facendoti cadere nello sconforto totale, nonostante stia girando su un magnifico, luccicante e soprattutto nuovo sistema operativo.

l’altro ieri ci balza l’idea malsana di farci un giro a pescara.
sia chiaro: pescara non è poi questa enorme metropoli, se non per la moltitudine di fabbriche ed aziende che la circoscrivono.
difatti pescara è come la mia città natale, foggia, se non per qualche km/q d’estensione in più.
la gente, non ne parliamo: il pescarese sta al foggiano come la gruviera sta al formaggino. e io odio qualsiasi tipo di latticino.

sicchè dopo un lungo discutere sul da farsi, io ed il mio amico [che chiamerò per l'occasione "filini", ma solo per via dell'organizzazione da noi messa su] decidiamo di contattare il nostro amico circa la nostra venuta e, quindi, di preparare qualche branda dove poter passare la dormita del sabato notte/domenica mattina.
partiamo da foggia con la mia macchina ["dai prendi la tua: col diesel risparmiamo eh!" , in realtà filini non va a cambiare la batteria della sua mini da illo tempore, ragion per cui decido di mia spontanea volontà di non discutere sugli effettivi risparmi del diesel [per carità, ci sono eh] che diventano un bel niente rispetto alla prospettiva di passare un weekend in autostrada con una macchina priva di energia elettrica]: vado immediatamente a prenderlo sotto casa sua.
filini si presenta con occhiale rayban a goccia stile “sfilata gaypride”, giacca color marrone renna stile nanni moretti e capello arruffato come al suo solito.

manco il tempo di salutarci, che subito mi illustra ipotetici scenari bellici in quel di pescara: “dobbiamo stoppare almeno un paio di donnine, chiaro?”

da lì in poi, saranno solo discorsi che riguarderanno donne, tette, culi e qualcosa riguardante prettamente il sesso che, di colpo, verranno interrotti per una rustichella + caffè nei pressi di termoli.
la cosa fantastica dell’autogrill di termoli [il cui nome mi pare essere "riovivo"] è che, ogni volta che ci metto piede, ci trovo gente strana.
due anni fà fu la volta del marocchino che mi chiese come mai io fossi foggiano, l’anno scorso fu una magnifica scena di padre napoletano urlante nell’autogrill di felicità per la figlia incinta, quest’anno abbiamo tenuto compagnia ad un bel cicciotto dormiente sopra al tavolino sporco di coca-cola versata e “condito” da gratta&vinci perdenti.
finita la sosta, ripartiamo in senso figurativo e allocutivo.
continuano i discorsi sulle tette di tizia, il culo di caia, l’ars fellatia dell’altra ecc ecc.
entriamo a pescara nord [io mi so muovere solo da città s. angelo..] e ci dirigiamo verso il centro della città, dove incontriamo il nostro amico-ospitante e con cui cominciamo a scambiare convenevoli e francesismi tipicamente del posto in cui solevamo spendere i nostri natali. si insomma, i vari kitemmurt, kitevviv, mamm’t è accussì, mamm’t è accullà..
preso atto dell’amore che ci lega da troppo tempo, cominciamo a sentire un certo languorino e si deve, quindi, andare a fare la spesa: optiamo per un centro-commerciale di cui non ricordo il nome.
qui ci propinano qualsiasi gadget per ogni cosa comprata: compriamo la ceres? portachiavi. compriamo le spinacine? il braccialetto-cuoricino. compriamo i preservativi? una donna in omaggio.
eravamo felici:

poi un’altra standista, di non ricordo cosa, ci chiede di comprare del pane speciale, con del farro, per avere in omaggio dei gadget disney.
rifiutiamo con la scusa dell’essere troppo grandi per queste cose.
di tutta risposta, la signora ci invita a donare il gadget ai nostri figli.
di ri-tutta risposta, ovviamo alla signora il nostro status di ggggggiovani.
la signora ci uccide la serata con un’affermazione d’autore: “chissà cosa ci vuole ad inguaiarsi a 20 anni”

dopo tale affermazione, decidiamo due cose:
1]comprare un’azienda di profilattici;
2]andar via da quel posto per preparare la cena.

il lauto pasto è composto da carne di varia natura, dalla bistecca alla salsiccia, condito da un ottimo vinello abruzzese misto a sporadica birra pre-cena e pre-partita [milan-juve, yawn..che noia].

esaltati come non mai, si decide poi di far visita alla vita notturna, lucigninesca, di pescara.
il corso è uno sfavillare di luci, color e gambe di donne che nonostante il freddo, mostrano sti bei coscioni di cotechino.
ci ficchiamo nel mono, locale tipicamente pescarese in cui ci si imbuca se si vuol sentire un pò di sano indie-rock.
oddio, il gruppo era alquanto penoso: i jalisse versione franz ferdinand.
per il resto, bella gente, bel traffico di alcolici e.. pochi ricordi, l’alcool aveva già fatto il proprio lavoro.
ma passiamo al TOP della serata.

io, nella mia misera condizione di blogger annoiato, ho poche pretese nella vita: un pò di soldini, una donna che mi stia accanto, il foggia [in un futuro non remoto] in serie a, un mio disco prodotto. ma obiettivamente, una cosa su cui non transigo è l’andare a sfoggiarsi in locali.
l’amico filini, appoggiato in pieno dall’amico-ospitante, ebbero la malsana idea di fare tappa al MEGà, ovvero UNO DEI LOCALI PIù MERDOSI E SUPERFICIALI DI TUTTO LO STIVALE ITALICO.
controvoglia, entro a fare la parte di chi si diverte, mi giro attorno vedendo soltanto imbecilli vestiti dolce&gabbana, con il mocassino in pelle o donne con una minigonna ascellare, con due paia di tette usate come sciarpa.
mi perdo, mi abbatto e mi incazzo quando mi vengono chiesti 16 euro al posto dei 15 euro di entrata: “ma come? se c’era scritto 15 perchè mai debbo pagare 16?”
dopo aver fatto la figura del morto di fame ed aver chiesto di parlare con il proprietario, mi si viene detto che è impegnato e che per scusarsi, non mi avrebbe fatto pagare i 3 euro di giubbotto alla mia prossima venuta.
fatto presente alla guardarobista [smack] che una prossima volta non ci sarebbe MAI PIù stata, torno in pista avvisando i miei due amici che per me, la serata poteva finire lì.
si torna a casa a dormire: per modo di dire.
dormendo assieme al coinquilino del mio amico-ospitante, sento solo russare a tempo, intorno ai 122 bpm: dalla discoteca al letto il passo è breve.

il giorno dopo ci si sveglia con la consapevolezza di aver passato, tutto sommato, una serata del cazzo in un locale del cazzo pieno di gente del cazzo a cui, magari, piace il cazzo [che simpatico che sono oh!].ma è stato solo il contorno: le altre portate sono state ottime e genuine.
certe amicizie poi, valgono quanto l’oro: ed io ho due dobloni che custodisco gelosamente.

vi lascio con le quattro istantanee più belle della gita:

- io che mi scaccolo con il salame abruzzese

- l’ascensore con il korg incorporato

- la statua di padre pio nel autogrill nei pressi di san severo

- il macbook del amico-ospitante con l’antenna rubata ad un clk [che teoricamente serviva per sostituire quella rubatami alla classe a] mentre filini faceva il vero filini al laptop


le notizia della settimana#3

Novembre 29, 2007

- berlusconi ha affermato che forza italia non si scioglierà e lancia il cosìddetto “partito network”, aperto ad associazioni e movimenti. e rai.

- il presidente della bolivia evo morales ha cacciato dal proprio governo il ministro abel mamani, reo di essersi fatto fotografare in compagnia di una prostituta. il provvedimento è parso un pò eccessivo, visto che si tratta della violazione del diritto di riservatezza. in secondo luogo, in italia nessuno ha mai dato contro i politici che si sono fatti fotografare in compagnia di mastella.

- dalla casa circondariale di perugia, amanda knox afferma: “resterò qui e mi rifarò una vita”.
in carcere?

- monica lewinsky ha conseguito la laurea in psicologia sociale alla london school of economics.
alla fine della cerimonia, fellatio accademia alla commissione.


la fine dell’università.

Novembre 26, 2007

ovvero, del mio percorso universitario.manca solo la formalità, la discussione di tesi, ma dopo aver superato l’esame di diritto privato, credo d’essermi meritato un periodo di cazzeggio notevole.

m’accorgo di cos è il cazzeggio post-ultimo-esame solo dopo aver visionato una puntata intera della d’eusanio.


csi blogosfera.

Novembre 24, 2007

anche gustomela è stata attaccata dal virus della cronaca nera: cliccami. citazione del giorno poi, grazie ad alexMM:  

“volete mettere… avranno chiamato il RIS per scoprire dov è lo Start!!!!”


polizia italiana, sveglia!

Novembre 22, 2007

ammesso e non concesso che putroppo oramai siamo tutti drogati di cronaca nera, ritorno sull’annosa questione del delitto di meredith.
premetto che io ho sempre odiato i gialli e non ho mai potuto sopportare quella schifosa della signora in giallo che, vista l’avanzata età, poteva provare l’unico piacere personale soltanto tramite vari omicidi di terzi: ovunque lei si trovasse, le persone attorno a lei erano coinvolte in qualcosa di abominevole.

comunque, facciamo un resoconto: amanda knox accusa patrick lumumba di essere stato la persona che, con la brutalità di una bestia, uccise la ragazza inglese in una notte di fine ottobre.
patrick, amanda e il suo uomo, raffaele sollecito, finiscono tutti nella casa circondariale di perugia, nonostante si professino tutti e tre “completamente estranei alla vicenda”.
dopo i primi rilievi [ma soprattutto, dopo le prime puttanate di matrix, porta a porta e l'immancabile corriere della sera], colpisce la totale assenza di tracce del congolese patrick, mentra la biondina americana continua a farsi splendida agli occhi dei media con memoriali, poesie, scritture creative e varie cagate che inteneriscono matrix, porta a porta e il corriere della sera.
la scientifica rileva ulteriori tracce di sangue di meredith che, da quanto ho capito, presupporrebbero la presenza del famoso “quarto uomo”: l’ivoriano rudy che, nel frattempo, è in fuga in germania.
rudy viene raggiunto da un amico via chat [skype, credo] che collaborando con la polizia, riesce a far individuare rudy: egli spiega all’amico i motivi della fuga, l’immensa paura provata dinnanzi a quella scena, i timori che la gente potesse credegli ecc ecc.
rudy viene comunque beccato su un treno, senza biglietto, identificato e subito rilasciato alla polizia tedesca.
intanto si fa sempre più inutile la posizione di patrick in tutta questa faccenda, così viene liberato.
intanto, ancora amanda fa discutere con la pubblicazione di un paio di pagine, in inglese, in cui colpisce particolarmente la leggerezza con cui parla di raffaele, quasi a volerlo accusare.
il mio racconto si chiude qui.

le considerazioni: tutto gira intorno a questa dannata americana, sembra che racchiuda una cosa misteriosa, una storia incredibile.
ma polizia, sveglia dannazione: rudy provava una forte attrazione per amanda [come detto ai tg], sicchè si presume una forte complicità con l’americana. in più, alcune feci rinvenute nel bagno della casa dell’orrore, sono sue [a conferma del fatto che fosse lì].
patrick è nero, rudy è nero: per certi versi hanno tratti somatici abbastanza simili, anche se fisicamente sono diversi.
amanda conosceva patrick, talmente bene da [ipotizzo] conoscere anche le giornate morte del suo locale e, consequenzialmente, fare un 2 + 2 per addossargli poi le colpe di tutto questo, difendendo questo ragazzo ivoriano.

insomma, colei che sta raccontando 10 versioni dei fatti, colei che è rimasta sempre di una calma disarmante ma con uno stato mentale confusionale pazzesco, la ragazza diabolica è una sola: amanda, la colpevole.

solletico? un poveraccio: a volte le donne sanno davvero prosciugarti anche l’anima e questo ragazzo è nei guai per chissà quale fantasia pseudo-creativa [ebbè, i corsi di scrittura creativa a che servono sennò?] è balzata in testa a questa psicopatica.


giornata tipo.

Novembre 17, 2007

la mia serata si è svolta in questa maniera: alessandro mi è venuto a prendere per farsi una bella bevuta di vino e magari un goccetto di negroni per “allenare” il fegato, poi siam passati al carpe diem, noto locale malfamato [ma pieno di gente per bene con il macchinone stile pappone di milano]di foggia, per farci una striscia di cocaina assieme ai nostri amici san severesi.
in seguito, andiamo a farci una sniffata di popper per non soffrire il freddo pungente dell’inverno dauno e concludiamo l’amabile serata stuprando una prostituta di via san severo.

ora, tutto ciò è pura fantasia ma, metti caso venga arrestato per chissà quale motivo, chissà come dipingerebbe la mia persona il buon vespa e tutti quei media fantastici che ci puliscono il culo ogni giorno così carinamente.
poi voglio proprio vedere se il caro francesco, un “amabile” catanzarese lunatico con cui scambio delle chiacchiere quando è dell’umore giusto o, semmai, quando me lo permette e che ultimamente è sempre spiaccicato in tv a dire delle boiate su meredith, avrà ancora il coraggio di andare nuovamente in diretta televisiva su tutti i canali rai dicendo: “si, lo conoscevo” – “aspettiamo a giudicare” – “io non ci sono mai stato a foggia, ma non credo possa essere la nuova ibiza”


human after all.

Novembre 16, 2007


i get all the girls.

Novembre 15, 2007

perchè mi sento come calvin harris in questi giorni, il che significherebbe forse che:

- focalizzi troppo la mia attenzione sulle donne;
- necessiti di un sano rapporto, non solo carnale, con una dolce pulzella;
- dovrei evitare di uscire con un mio amico, noto maniaco-sessuale voyeur;
- mi piaccia la canzoncina fessacchiotta;
- mi piaccia la canzoncina fessacchiotta, magari senza la parola “canzoncina”.


11.11.09 – 11.11.07 // per non dimenticare.

Novembre 11, 2007

era una giornata di sole e faceva abbastanza freddo.
era il periodo in cui ero uno studente del liceo scientifico alessandro volta: ricordo solo che passai davanti alla solita panchina dove ero solito spendere la giornata pre-scolastica assiemei a miei ex-compagni di classe.
sapevo poco o nulla, se non delle notizie prese qua e la fra telegiornali mattinieri e parole ed impressioni di amici. decidemmo, assieme a quasi tutto l’istituto di non entrare: da subito tutto sembrava presagire ad una classica giornata di fancazzismo, sino a quando ad un mio amico venne la clamorosa idea di andare a vedere cosa stesse realmente succedendo, visto che in linea d’aria il “famoso” palazzo non era poi così lontano.
durante il cammino, le solite chiacchierate sorridenti fra studenti parlando di donne, amici, motori, calcio, sfottò e cose simili: nulla sembrava presagire la situazione surreale a cui stavamo andando incontro.

arriviamo lì, con un silenzio spettrale, rotto soltanto dal rumore delle ruspe che cercavano di farsi spazio fra le macerie, e le grida stridule di alcuni volontari che cercavano un pò d’acqua per abbeverarsi. di colpo, basta questa sequenza minima di eventi per zittirci, per modificarci il sorriso sbarazzino in un’angoscia mai provata in vita mia.
mano a mano, altri studenti del volta stesso, del pascal, del rosati e delle scuole medie limitrofe, ci raggiunsero: alcuni conoscevano delle vittime, si stringono in pianti strazianti, grida che rompevano quel silenzio sino a poco fa padrone della scena e ad un certo punto, ci rendemmo conto della gravità della cosa, di quel colpo al cuore della città in cui tu stesso vivi, che tu ami.
ricordo l’impossibilità di respirare, il grigiore dell’aria sottolineato dal sole, quella montagna abnorme di macerie, una montagna di tristezza a cui non sai dare una spiegazione plausibile.
rimanemmo almeno mezz’ora lì, per capire qualcosa, per cercare di dare un supporto morale a qualche amico colpito dalla tragedia: più di tanto non potevam fare.

tornammo poi tutti a casa: un presunto salasso [lett. "sega a scuola", "marinare la scuola"]si trasformò in una vera e propria ferita, la stessa che da ben otto anni è arrivata al cuore di qualsiasi abitante foggiano.