istinto prettamente pulsatillico di un sabato sera noioso e accaldato, di quelli che si spendono nella propria cameretta, sotto l’aura prodigiosa del ventilatore vecchio di vent’anni, e che sai fosse destino che la tua estate sarebbe poi convogliata in un continuum di sudore fra libri e la lingua poco sciolta.
non ho un granchè da dire: sono andato a fare un pò di jogging principalmente perchè mi sento come un sacchetto d’acqua, vale a dire gonfio di nulla; poi perchè volevo staccare la spina da un pò tutto: studio, amici, nemici, inutilità varie e faccende a cui non ho dato una risoluzione effettiva e che penso non sarà poi facile arrivarci.
ogni giorno incontro un ragazzo di catanzaro, sui venticinque anni, labbra sottili, barba folta, viso opaco che risplendere di due occhi azzurro luminoso e capelli lunghi che lasciano però intravedere la stempiatura, quasi un riporto-extension, insomma.
ogni volta che lo vedo lo saluto, essendo io cortese, lui conoscente, noi autoctoni dello stesso collegio.
niente, o gira la testa ed il busto di 90° [tant è che mi verrebbe da ficcargli un'altra cosa, da un'altra parte, a 90°.tsè], o fa finta di parlare al telefonino [perchè una volta mentre faceva finta, ha spudoratamente squillato] o in tutta semplicità si aiuta con gli occhiali da sole, che coprono lo specchio dell’anima rendendo tutto un pò come lo specchio del paraculismo.
e non voglio andar via da perugia prima di aver ultimato questa mia missione: farmi salutare da questo maledetto calabrese di stò cazzo.
ho stabilito una collaborazione con un livornese, un tipo molto strano: l’ho conosciuto in facoltà, tramite un’amica, e ho visto che bene o male anche lui non è messo benissimo ad esami.
così ci diamo forza, ci incoraggiamo a vicenda: gli esami fatti da lui sono quelli che devo ancora affrontare e viceversa, fossimo un’unica entità, saremmo già dei dottori disoccupati, dei laureati italiani in fin dei conti.
due ora fa gli ho dato un libro di sociolinguistica in inglese, sperando riesca a finirlo e sintetizzarmelo entro la fine del weekend: speranze vane, quindi.
nel frattempo, leggo, leggo e ancora leggo: renè – chateaubriand, noioso al momento.