stupefacente.
che già la parola in se, mero significante, abbia un suo senso di assoluta estraneità dal reale, non è senz’altro cosa nascosta o ignorata dai molti.
bisogna però saper dosare a dovere il significato di tali parole, se non si vuole puoi fuorviare gente comune [ o "gente del cazzo" (variante poco elegante) o "bizzoche" (variante dialettale) o "bigotte" (variante italo-volgare)], quelle tipiche italiane attaccate alla tivvì per sapere se lapo elkann si sia fatto un altro trans o se magari il buon corona sia arrivato a foto-ricattarsi da solo e che si sentono quasi poi forzate a dare un giudizio alla notizia del ragazzino morto per uno spinello.
“perchè è droga”
la frase più simpatica che si sente fra genitori, audio-ascoltatori, video-intrippati e tanti altri pescioloni attaccati all’amo mediatico: lo dico con condizione di causa grazie all’esperimento vivente, la cavia da laboratorio mediatico, ovvero mia madre.
uscendo dal discorso centrale, mi viene però da ridere quando ascolto chi dice “tocca fare una perlustrazione ed indagini presso gli alunni per trovare lo spacciatore della scuola”.
via..

