non sento un vento fresco da tre giorni, o forse da quando sfrecciavo sulla superstrada che ti fa sobbalzare, a suon di buche, da foligno a perugia in uno pseudo-battibaleno [veloce, si, perchè non ci sono auto-velox. ma se becchi il weekend, con il traffico del weekend, tipico del weekend, come non bestemmiare nei confronti del weekend? la lentezza del weekend, alle volte sembra non finire, quando alla domenica sera ti dici, fra te e te: "un'altra settimana è andata..e perchè sono sdraiato sul letto con l'umore sotto i piedi?"], il tempo di rendersi conto che il cd non salta di certo per errori di copiatura o per uno stereo, di serie, poco di serie.
come sto, mh.
annoiato, tanto annoiato.
non ho gli stimoli, non ho la voglia, non ho niente a perugia, se non rimpianti di aver fatto niente o di aver sprecato tempo prezioso.
sono due giorni che non sento frescura mattutina, che mi alzo ed il mio primo pensiero è di bere caffè dietro caffè, cercando di capire un a sola h di quel dannato ed incomprensibile libro di diritto internazionale.
stamattina mi sono visto con un mio amico, un ragazzo aretino un pò troppo cazzeggiatore ma un gran bravo ragazzo: chiacchiera veloce, che fai, che non fai e poi ti offre un caffè verso le 11 [non sapendo che, tu alle 11, hai già tre caffè all'attivo], giusto per sancire la giustezza e “freschezza” dell’incontro appena terminato.
finisci il tutto e ti viene incontro un’altra amica, una di vecchia data ma che eviteresti solo perchè ogni tanto ti senti di troppo con lei [o viceversa, chi lo sa], che ti invita ad assistere ad una conferenza: ci vai.
tema: l’amore virtuale e second life.
capisci che sono due argomenti che ti sono sempre interessati: l’amore ed il virtuale.
second life forse di meno.
dopo dieci minuti capisci che il relatore è un incompetente, parla a vanvera giusto per dar corpo e sfoggio di un italiano da perfetto vocabolario zanichelli [ o garzanti o paravia, c'è par condicio anche in questo blog] e si finisce a giochicchiare con quella cagate di alienatore sociale [non cadete nel tranello: second life è solo un titolo ben pensato per non indurre indugi e dubbi]: tutti incantati, come se fosse uno spettacolo di pupi siciliani degli inizi dell’800.
mando tutti a cagare, me compreso.
prima di tornare a casa a farmi un sano thè ai lamponi, passo di nuovo dal bar dell’università, dove oramai il ciccione barista, con il suo fido smilzo barbuto, sanno perfettamente cosa desidero: mi adagiano il corriere dello sport, un bicchiere di acqua ghiacciata di rubinetto ed il solito caffè senza zucchero.
ed ora non ho sonno, ma quantomeno ho una motivazione.
finalmente ne ho trovata una nella mia vita.